Il Ministero giapponese ha inoltre stabilito un limite uniforme pari a 0.01 ppm per quei residui che non hanno allo stato attuale un LMR né ufficiale né provvisorio.
Di conseguenza è proibita la commercializzazione in Giappone per gli alimenti che hanno un contenuto di residui superiore agli LMR, per i fitosanitari, additivi e zoofarmaci appartenenti alla “positive list”, o superiore a 0.01 ppm per quelli che non hanno un LMR definito.
Esiste inoltre un lista di 15 contaminanti chimici per i quali non sono ammessi residui (“black list”), a causa di gravi rischi per la salute umana, e 65 sostanze utilizzate come fitosanitari, additivi o zoofarmaci che non sono regolamentate dalla nuova legislazione in quanto considerate non nocive per la salute umana (http://www.mhlw.go.jp/english/topics/foodsafety/positivelist060228/dl/n02.pdf).
I 15 residui non ammessi sono:
2,4,5-T, Amitrole, Captafol, Carbadox including QCA, Chloramphenicol, Chlorpromazine, Coumafos/Coumaphos, Cyhexatin and Azocyclotin, Daminozide, Diethylstilbestrol, Dimetridazole, Metronidazole, Nitrofurans, Propham, Ronidazole
I piani di monitoraggio adottati dal Ministero della Salute giapponese non cambieranno, ma ogni campione sarà analizzato per un numero più vasto di residui.
In relazione alla problematica sopra riportata, Chemical Control è in grado di effettuare la determinazione analitica quantitativa dei residui di contaminanti chimici previsti dalla nuova legislazione giapponese e in particolare di quelli non ammessi (appartenenti cioè alla cosiddetta "black list") su diverse tipologie di alimenti.
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